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Finestre da collezione (omaggio a Edward Hopper)




Colleziono finestre e vie di fuga
ante di libere dissociazioni decorate
a mano da artigiani dell’anima

s’aprono sul mare, alcune
tendono le maniglie sottili
o legnose o inafferrabili
scrostate dal sale

si dondolano sui tetti, altre
cinte da foreste di antenne
spezzate come i bracci di un candelabro
spento che cerca fiamme

ci sono vetri che succhiano
l’iride scoppiettante delle stelle
e davanzali di gerani a lanciare
cascate al sangue sulla strada nera

ma io preferisco l’arco cordonato
senza specchi senza lastre senza filtri
un lago trasparente d’illusorie divisioni
tra il dentro che credo di sapere
e il fuori che m’immagino di volere.

(emmeper)

Pubblicato il 20/4/2006 alle 20.42 nella rubrica Le nostre poesie.

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