Blog: http://bloGodot.ilcannocchiale.it

Cinemascopico/ Che terra "La terra" di Rubini



"La terra", e che terra. L'articolo determinativo ci sta tutto. Apparteniamo alla schiera degli ammiratori di Sergio Rubini. Del Rubini attore, sicuramente. Ma forse del Rubini regista ancora di più. Sarà che il Sud ce lo abbiamo nel sangue e nel cuore, sarà che quello di Rubini è il "nostro" Sud: uno stato mentale, un modo di essere, una disposizione dell'animo. Che permette di guardare al Sud concreto e vero con uno sguardo critico, distaccato al punto giusto, mai impietoso. Lo sguardo di chi ci ha vissuto e magari ci è cresciuto, ma poi è andato via.
Nei quattro fratelli protagonisti de "La terra" ci sono i tanti volti del Mezzogiorno: il "professore" (Fabrizio Bentivoglio) emigrato per forza a Milano, dopo un violento scontro con il padre-padrone; l'imprenditore con ambizioni politiche, pieno di debiti fino al collo; il fratellastro, figlio di una relazione illegittima del padre, rimasto ancorato alla masseria di famiglia a lavorare la terra, appunto, senza alcun profitto; il più piccolo, votato al volontariato in modo ossessivo, esasperato, totalizzante. A margine, ma poi non tanto, c'è Tonino (strepitoso Rubini), lo strozzino del paese, proprietario del supermercato, di una discoteca e di tante terre "acquistate" dai compaesani sul lastrico.
Basta questo - il disegno sapiente dei personaggi - unito alla location (il paese pugliese di Mesagne, che forse non ha gradito moltissimo, con la sua stazione desolata, il sole a picco, certi scorci del Salento e della Murgia, come la splendida oasi di Torre Guaceto che abbiamo scelto per la foto del post) per incantare lo spettatore che conosce il Meridione. Gli altri non sappiamo. Ma speriamo di sì. Perché la trama, salvo qualche episodio farsesco, è avvincente. E perché l'occhio di Rubini (pugliese Doc) è innamorato, sì, ma non perdona. Si esce dal cinema con la bocca impastata del detto mai seppellito al Sud: "I panni sporchi si lavano in famiglia". Non importa quanto sporchi siano.



Pubblicato il 23/3/2006 alle 13.20 nella rubrica Cinemascopico.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web