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Calabria, ancora

Per dovere di cronaca, visto che ne avevamo parlato proprio ieri, dobbiamo aggiornare il post con la notizia che stamattina sono stati identificati e arrestati i presunti killer del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, ucciso a Locri il 16 ottobre scorso all'uscita del seggio allestito per le primarie dell'Unione. Nove i provvedimenti restrittivi eseguiti nei confronti di quattro persone già detenute e di altre cinque a piede libero. Tra loro c'è Vincenzo Cordì, considerato il capo della cosca omonima della 'ndrangheta di Locri.

Oggi si sprecheranno le lodi allo Stato e alla giustizia. E passerà quasi sotto silenzio la dichiarazione rilasciata da Angela Napoli, vicepresidente della commissione parlamentare antimafia: «Sono indignata perché, pur recependo questi arresti come l'inizio di un momento di giustizia, non corrispondono ancora alla piena verità sul delitto Fortugno. Nelle settimane scorse  ho fatto una dichiarazione che il procuratore Catanese aveva ritenuto deprecabile nei toni e nei contenuti. In quella dichiarazione parlavo del fatto che si conoscevano i killer, i basisti e i mandanti dell'omicidio Fortugno. A mio avviso questi arresti toccano le prime due parti ma non toccano la parte principale. Quello che c'è dietro, i mandanti e tutto ciò che c'è dietro questo delitto non vengono toccati. E' per questo che sono indignata».

Chi si occuperà di individuare i mandanti? Chi si prenderà la briga di scavare nei buchi neri della politica? Chi si ricorderà dei 28 omicidi in 18 mesi che hanno insanguinato la locride? L'ultima viittima, La notte tra domenica e lunedì scorso, è stato un giovane calciatore del Locri, Vincenzo Cotroneo, 28 anni: è stato ucciso in un agguato a Bianco. Avrebbe dovuto sposarsi a maggio.

Che futuro è un futuro assediato dalla paura? Ragazzi, tornate in piazza spesso. Siete voi il futuro.

Pubblicato il 21/3/2006 alle 11.30 nella rubrica Diario.

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