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La rivolta dei radar



Ieri era stata la volta di Fiumicino, oggi tocca a Linate.
"Nessun rischio alla sicurezza dei voli, nessun sabotaggio, nessun pirata in azione", ripete l'Enav.
Noi, che abbiamo fantasia da vendere, siamo in grado di spiegarvi che cosa è successo: i radar si stanno ribellando. Non ne possono più di "misurare le distanze" attraverso le onde radio. Si sono arcistufati di essere incolpati di qualsiasi incidente aereo. Proprio non ci stanno a fare i capri espiatori. Profondamente turbati dalla tragedia delle Torri Gemelle, hanno cominciato a studiare azioni rivoltose. Le solite teste calde, magari gli autonomi di Milano, hanno aizzato anche loro. Coperti dalla sinistra, of course. Da quel rivoluzionario di Romano Prodi.

Quatti quatti, hanno deciso la data e le modalità della protesta. Si sono concentrati per provocare un'avaria alla centrale telecomunicazioni di Telecom Italia. Mica stupidi, questi radar: hanno agito in casa di Marco Tronchetti Provera, l'uomo che direttamente o indirettamente controlla circa 40 delle società quotate a Piazza Affari.

Non c'è ombra di dubbio: sono pericolosi estremisti da mettere a tacere. Occorre una guerra preventiva contro di loro. Ma sì, torniamo al passato: niente più radar, niente più aerei, niente più viaggi nelle aree a rischio. Basterà qualche bomba intelligente per farli fuori tutti.

Pubblicato il 17/3/2006 alle 18.34 nella rubrica Diario.

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