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Due mani, un volante

Due mani, un volante, un'auto fiammante viaggiano sulla carreggiata sud:
tintinna un vento debole che increspa i contorni d’asfalto.

A destra la corsia di sicurezza vende ottanta chilometri all’ora
in coda dietro a un tir mezzo pesante mezzo imponente
fasciato di foto di seni quotidiani.

Non interessa la posta alla mano allungata: è già sul cambio che ingrana
la quinta coperta di sdegno e sudore
guardando la coda a sinistra,
insano amplesso del cuore. 

              Laggiù c'è il sorpasso 
              la chiave da squasso 
              il truce ruggito 
              di un indietro bandito.

La notte fiocca di ovatta nera sopra i parabrezza argentei
e scuote i tergicristalli di tremori:
le mani abbrancano il clacson lasciando che non suoni. 

             Un faro s’accende, un altro lo insegue 
             clamore di frecce nel buio: 
             scintillano le sclere da un abitacolo 
             all’altro come lucciole curiose.

In questa giungla di svincoli ti aggiri famelico
a caccia dell’uscita giusta disegnata sulla mappa:
ti vedo sfrecciarmi accanto
mentre aspetto cieca in corsia d’emergenza
che un casello mi soccorra la vista 

            e tu il futuro.

(emmeper)

Pubblicato il 31/1/2006 alle 11.48 nella rubrica Le nostre poesie.

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