Blog: http://bloGodot.ilcannocchiale.it

Galleria di lettori 6/ I cercomé

All'estremo opposto degli emulatori si collocano i "cerco-me-stesso-in-ogni-dove", che chiameremo sinteticamente "cercomé". Sono quelli che leggono per trovarsi, incapaci di distaccarsi dal proprio essere contingente. Tanto gli emulatori si identificano negli universi spalancati dalle righe, fino a scomparire, quanto i cercomé non riescono a leggervi nient'altro che segnali indirizzati a sé. Prediligono tavoli e scrivanie, perché possono curvarsi meglio sulle pagine, ripiegandosi anche fisicamente su se stessi. Il cerchio di luce della lampada proiettato sul ripiano inchioda il foglio sul legno, facendo precipitare nell'ombra le pareti, le finestre, i letti, gli armadi. Esattamente come accade ai nostri eroi nella vita di tutti i giorni: la realtà esterna al buio, il mondo interiore esageratamente illuminato. Una poesia o una storia non incontrano il loro gradimento se non scatta l'ancestrale meccanismo dell'identificazione. E lo sanno bene, perché in genere hanno divorato i tomi freudiani prima di tutto il resto. Sono loro – ingombranti trattati dalle copertine marroni e titoli composti da "Io" moltiplicati all'impazzata – a campeggiare sugli scrittoi.
I cercomé sono gli utilitaristi della fantasia, convinti che, se non serve a conoscere se stessi, la finzione è inutile. Le scatole di carta appoggiate sugli scaffali sono altrettante pieghe scavate nei meandri dello spirito. Ognuna ha acceso i riflettori su un aspetto del loro essere che i cercomé non credevano di possedere e che la lettura ha miracolosamente rivelato. Scoprono di desiderare il Dylar di Babette per guarire da un'inestinguibile paura di morire. Si accorgono – coincidenza sorprendente! – che anche Reiko non riesce a sentire la musica e si abbandonano fiduciosi nelle braccia del dottor Kazunori, che risalirà alle origini del disturbo. Potrebbero finire in ogni girone dell’Inferno: sono ignavi, certo, ma anche incontinenti e violenti e fraudolenti. Però, in fondo, anche il Purgatorio farebbe al caso loro. Soltanto il Paradiso non gode dei loro favori, invece: preferiscono tenersene lontani. E' troppo difficile individuare somiglianze con gli angeli o, addirittura, con Lui.
I cercomé sono habituées delle biblioteche. Non disturbano nessuno, a differenza degli approcciatori. Si rintanano in un angolo, si isolano dal contesto e si dedicano alla loro occupazione preferita: l'auto-ricerca finalizzata all'auto-analisi. Non incontrano particolari difficoltà: scartano i titoli non abbastanza empatici e scelgono quelli con cui avvertono subito un'affinità elettiva. Tutte le autobiografie, ad esempio. Tutti i romanzi scritti in prima persona. Tutta la diaristica. Tutti gli epistolari. Oppure, sul fronte opposto, la manualistica con velleità psicologiche. Roba come "Psicopatologia del cellulare. Dipendenza e possesso del telefonino". "Donne che amano troppo". "Prima la testa: come identificare i primi dieci tipi di intelligenza e sfruttarne il potenziale al 100%".
Alternate spesso alla lettura lo yoga e la meditazione? Siete cercomé. Adorate la narrativa new age, le storie di energie negative da combattere e di energie positive da attrarre? Siete cercomé. Avete esclamato per più di dieci volte: "Ma questo sono io!"? Siete inesorabilmente cercomé.


(segue con "Il gran finale")

Pubblicato il 17/1/2006 alle 16.35 nella rubrica Pennellanea.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web