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Amarcord / "Beam me up, Scottie"



Ancora pochi giorni e uno shuttle privato porterà nello spazio le ceneri di James Doohan, l’indimenticabile Montgomery Scott di Star Trek, scomparso quest’estate all’età di 85 anni.
Senza dubbio il nostro personaggio preferito, Scott aveva quel qualcosa in più rispetto ai suoi compagni di viaggio, tutti un po’ snob e antipatici: il primo ufficiale per copione, il dottore perché troppo troppo brontolone, il capitano per la stessa aria da vincente che rende detestabile anche Topolino.

Scottie no: Scottie, con il faccione simpatico, i modi burberi e la dedizione al lavoro, era l’uomo comune lanciato tra le stelle.

Ingegnere capo con la vocazione del meccanico da officina, era sempre pronto a mettere mano a qualunque componente si rompesse (e in un telefilm così longevo, prima o poi, qualunque componente dell’Enterprise si è guastata, almeno una volta). Poca familiarità con la plancia immacolata, la sua sfida perenne era con la sala macchine.
Sistemi elettronici ed antimateria.
Sudore e olio per motori.

Ma soprattutto, nell’immaginario di tutti, lui era e resterà per sempre l’addetto al teletrasporto.

“Portami su, Scottie”, diceva Kirk al termine della missione.

E subito uno strano cilindro di luce lo rendeva vagamente trasparente e lo riportava a bordo (il che, crediamo, era il massimo che ci si potesse aspettare dagli effetti speciali degli anni 60/70).

Finchè c’era lui si poteva stare tranquilli, come un papà buono che viene a recuperarti in mezzo a una zuffa. Non importa quanto bizzarro o pericoloso fosse il pianeta in cui era toccato scendere, Scottie era lì a far da sentinella, pronto a riportare in salvo tutti a un semplice cenno.

Quel “beam me up” significava che c’era sempre qualcuno a vegliare, che c’era sempre una casa pronta ad accoglierci e a ripararci dalle difficoltà.


Coraggio Scottie, si torna lassù ora, il viaggio non è finito.

La classe operaia va in paradiso e tu arriverai là dove nessun uomo è mai giunto prima.

Magari non sarai in alta uniforme.

Magari non viaggerai a curvatura 9 ma lentamente, sospinto da un tiepido vento solare.

Ma almeno, stavolta, saranno gli altri a portarti su.

Pubblicato il 10/11/2005 alle 12.36 nella rubrica Amarcord.

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