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Post-it/ La nostra Notte Bianca

Due anni fa, alla Notte Bianca, vagavamo disperati, fradici e al buio sul nostro SH Fifty. Ma le intemperie e i black out non ci hanno fermato. Roma è Roma: un sogno trafficato e rumoroso di giorno, una favola liquida di notte. L'anno scorso ci siamo fatti furbi: via dalla folla e dal centro, largo agli eventi più defilati. Il programma si è rivelato saggio. Così, anche per questa edizione, ci siamo organizzati: niente Benigni che legge Dante sulla piazza del Campidoglio, purtroppo. Ma tanti altri propositi:
- cominceremo dall'Esquilino, ore 22 all'Arco di Gallieno: una passeggiata di canti e poesie dal mondo, da via Merulana a piazza Vittorio
- alle 24, visto che saremo nei paraggi, ci scapperà un salto alla "Notte di Majorana": un racconto scenico a via Manin, nella vecchia classe dove studiò fisica Enrico Fermi
- avvicinandoci ancora verso il centro, contiamo di passare dal Museo Criminologico per viaggiare nel crimine: non fa male dare uno sguardo agli antichi strumenti di tortura, visto che i nuovi semmai sono peggio
- non prima delle 4, e sempre che sia praticabile, punteremo dritti dritti ai Mercati Traianei per incantarci davanti alla ricostruzione virtuale della Roma archeologica (confidiamo di ricomporre finalmente in un unico puzzle i vari siti che andiamo visitando instancabili da anni)
- la mostra di Andrea Pazienza al Vittoriano non ce la toglie nessuno: chiude i battenti alle 6. Noi entreremo verso le 5
- per concludere in musica, al concerto al Pincio non si può rinunciare: Ambrogio Sparagna, il nostro amato Giovanni Lindo e Gianna Nannini vanno almeno salutati.
E chi se ne frega della pioggia.

Pubblicato il 16/9/2005 alle 18.38 nella rubrica Post-it.

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