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"Fare diligente inquisitione"

A chi nutrisse ancora qualche dubbio sull'origine dei "mali" italiani e sui buchi neri della Chiesa di Roma consigliamo vivamente la lettura del libro "Fare diligente inquisitione - Gian Pietro Carafa e le origini dei chierici regolari teatini" (collana Studi e ricerche, Università di Roma Tre, 23 aprile 2010). Non soltanto perché lo ha scritto uno storico di cui abbiamo l'immensa fortuna di essere amici, Andrea Vanni (con lui e sua moglie Valentina i nostri fine settimana sono sempre ricchi di scambi fertilissimi), ma soprattutto perché leggendolo si ha davvero l'impressione che la nomenclatura e i metodi del potere in Italia dal '500 a oggi non siano cambiati per niente. Lo strapotere della Chiesa e i mezzi spregiudicati con cui Carafa, il futuro Papa Paolo IV, riesce a raggiungere il soglio pontificio e a far primeggiare il ruolo della Santa Inquisizione sono gli stessi – forse addirittura più raffinati - di cui ogni giorno siamo costretti ad apprendere dai giornali. Quello strapotere e quei metodi tengono testa ancora oggi. E hanno dilagato OltreTevere, dal Vaticano ai palazzi della politica.

Sapete ad esempio chi ha inventato le "deleghe ad personam"? Proprio Gian Pietro Carafa, il protagonista del libro, quando, ancora cardinale, si faceva predisporre leggi su misura dal Papa di turno per poter indagare contro la presunta eresia, ma soprattutto quando aveva bisogno di liberarsi di preti e cardinali scomodi, che intralciavano il suo cammino. È così che nasce la Santa Inquisizione… Vi ricorda qualcuno?

L'altro protagonista del libro è Gaetano Thiene: un illustre sconosciuto, prima di questo libro (!). Prima di abbracciare l'intransigente ideologia carafiana, Gaetano si forma con un maestro davvero speciale: tale Battista da Crema, niente di meno che uno dei più importanti religiosi dell'epoca in odore di eresia, la cui opera fu messa all'Indice dallo stesso Carafa pochi anni più tardi. Anche Gaetano fu costretto a rimettersi in carreggiata per pura opportunità politica. Alrimenti avrebbe fatto una bruttissima fine, altro che santità.

Dalle pagine del volume emerge, come da un vulcano in eruzione, il magma da cui proveniamo, lo stesso che ha segnato la nostra storia: i servilismi, i nepotismi, il potere temporale di Santa Romana Chiesa, indiscusso ancora oggi - che svilisce anche il lavoro dei tanti che nella Chiesa portano avanti messaggi opposti e illuminati -, la capacità di occultare la verità da parte di tutte le fazioni pur di reiterare lo status quo, le violenze lecite e illecite di chi comanda.
Ma anche le forme di dissenso che, per forza di cose, sono le più svariate e trovano le strade più impensate per esprimersi. Quel dissenso "creativo" e ostinato che in fondo, nonostante tutto e per fortuna, trova sempre il proprio modo di giungere fino a noi. Grazie anche al lavoro forsennato di un giovane e testardissimo storico.

Chi vuole ordinare il libro di Andrea può farlo qui:
http://www.viella.it/Edizioni/StudRic/StudRic_23.htm

Pubblicato il 5/5/2010 alle 13.58 nella rubrica LetterariaMente.

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