Blog: http://bloGodot.ilcannocchiale.it

La Repubblica del Bavaglio

 "Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza", diceva Nanni Moretti in "Caro diario". Vale anche per noi. Il problema è che questa minoranza s'assottiglia ogni giorno di più, diventa faticosa da scorgere in Parlamento, in televisione, sui giornali, persino tra gli amici.
In questi giorni il caso Travaglio ce ne ha dato la riprova. Non che ne avessimo bisogno, ma ci ha aperto gli occhi ancora di più sul potere del potere, sulla sua capacità carismatica di azzerare idee e ideologie in nome di un unico obiettivo: la sua conservazione.
Si spiegano così le tante "indignazioni" che le verità di Marco Travaglio a "Che tempo che fa" hanno sollevato.
Indignazioni insospettabili, come quella di Anna Finocchiaro, la dura e pura tra le donne del Pd, in piena splendente sintonia con Maurizio Gasparri, pronta a denunciare l'assenza di un contraddittorio secondo la buffa regola dell'informazione italiana per cui non contano i fatti ma soltanto le opinioni e la par condicio vale per tutti, ché il giornalismo è come la politica. Finiremo con il rivendicare il contraddittorio anche per gli assassini. Che diamine. Indignazioni insospettabili, come quella di Giuseppe D'Avanzo, stimato (da noi fino a ieri) cronista di Repubblica che dalle pagine del suo giornale ha indicato Travaglio come esempio di "cattivo giornalismo d'opinione". Quando abbiamo letto abbiamo pensato che avesse bevuto. Travaglio gli ha risposto per le rime, D'Avanzo ha replicato gettando fango e sostenendo una tesi bizzarra, su cui bisognerebbe impostare una lezione di filosofia: non sempre un fatto è una verità. Giornalisti, prendete appunti. Così si diventa vicedirettori e direttori.
Indignazioni trasversali, ammiccanti e interessate, come il dialogo aperto sulla Rai (leggete: "spartizioni in arrivo"), come la genuflessione lecchina di Fabio Fazio, come il solito ammuffito inciucismo di Massimo D'Alema.

"Siamo tutti Marco Travaglio", titola lo speciale che MicroMega dedica alla vicenda. Leggerlo rinfresca la memoria e lo spirito: la nostra minoranza esiste ancora. Correggeremmo soltanto il titolo: magari fossimo tutti Marco Travaglio. Magari.

Pubblicato il 14/5/2008 alle 19.38 nella rubrica Italia nostra.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web