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Cinemascopico/ Sicko ovvero L'egoismo

 Edward Hopper, New York Movie
Edward Hopper, New York Movie

A Michael Moore possono muoversi tante critiche, ma non una: non saper cogliere le emergenze reali e nascoste, quelle di cui pochi parlano perché a troppi interessa tenerle lontano dai riflettori. La sanità statunitense è una di queste. Un obbrobrio del capitalismo, il tipico esempio di distorsione del mercato che un buon governo democratico dovrebbe impegnarsi per correggere e che i cittadini di una sana democrazia dovrebbero attivarsi per eliminare.
Ma "Sicko", l'ultima fatica del regista nato e cresciuto nel Michigan, non è semplicemente un documentario sulla anomalia del sistema sanitario d'oltreoceano, gestito dalle compagnie assicurative private e dunque teso esclusivamente al profitto, con la decisiva complicità delle industrie farmaceutiche e la salute considerata alla stregua di un dentifricio o di una lattina di Coca Cola. "Sicko" è soprattutto un film di denuncia sui valori alla base della società che ha ideato quel sistema.

Come spiega il leggendario socialista inglese Tony Benn davanti alla telecamera di Moore, il servizio sanitario britannico, rigorosamente pubblico, è nato nel dopoguerra, quando bisognava riprendersi dalle ferite della lotta contro i nazisti. I cittadini hanno deciso di "stringersi" e di aiutarsi reciprocamente. Una decisione mai messa in discussione, neppure da una liberista di ferro come Margaret Thatcher.
Negli Stati Uniti, invece, che cosa è successo? Moore ha recuperato l'intercettazione di una agghiacciante conversazione tra il presidente Richard Nixon e il suo consulente John Ehrlichman, avvenuta nel 1971, il giorno prima dell'annuncio dell'introduzione del perverso sistema Usa. Nella telefonata Ehrlichman spiega che le compagnie faranno risparmiare sempre di più, utilizzando i loro cavilli e le loro particolarissime armi per negare le cure ai cittadini. E Nixon ride e annuisce: "Bene". Il giorno dopo, in conferenza stampa, il nuovo servizio sarà presentato come "il migliore del mondo".

E' questione di valori. Di una banalità imbarazzante: se una comunità mette al centro l'individuo esprime una sanità come quella a stelle e strisce; se una comunità mette al centro la comunità esprime una sanità come la nostra. Italiana, francese, inglese, canadese.
Ancora: se una comunità mette al centro l'individuo considera pagare le tasse un'azione da imbecilli; se una comunità mette al centro la comunità considera pagare le tasse un dovere civico. L'egoismo contro la solidarietà.

Non bisogna perdersi nelle chiacchiere. Sì, magari Moore semplifica, magari finisce per presentare una versione edulcorata dei sistemi sanitari canadese, inglese e francese, magari noi abbiamo le liste d'attesa, alcuni errori terribili e grossolani (come quello venuto alla luce in questi giorni: l'aborto praticato sul feto sano invece che su quello malato), servizi di pronto soccorso affollati e sporchi. Ma se dobbiamo partorire, se abbiamo un incidente, se dobbiamo operarci, nessuno ci chiede il tesserino dell'assicurazione e nessuno, poi, cerca di fregarci chiedendo di restituire quanto indebitamente pagato dalla compagnia (per i metodi usati siete pregati di correre al cinema per vedere il film). Al massimo ci chiedono il ticket. Vi pare poco?

L'egoismo contro la solidarietà. Essere di sinistra dovrebbe voler dire privilegiare la seconda al primo. E' per questo che siamo di sinistra. Meno male che c'è Moore a ricordarcelo.

Pubblicato il 28/8/2007 alle 13.20 nella rubrica Cinemascopico.

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