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Le nostre poesie/ I dubbi di luglio


Ci smettono d’un tratto
come un’orchestra i suoi strumenti
all’ultima esecuzione
tra lacrime e scrosci

Ci sfilano dall’abbecedario
le lettere di piombo, abusate
nell'obsolescenza autunnale e roca
di calcare che si sfalda

- squittisce la sirena di un rifugio sotterraneo –

E’ un masticare dolceamaro il futuro
arrotolando foglie di tabacco sulla seta:
qui, ora, dappertutto e sempre

aumentano i debiti con i fuochi del sole,
gli spicchi di mari tra i crateri,
stellari fusioni nucleari lontane
miliardi di anni, eppure là, presenti

più di questa stanza tutta per me
che sa d’incenso, di adorazione soffocante
e piccola: grani di sacro nello slancio

ma è solo il mediocre oscillare di una pendola
che si dibatte, tesa, in una cassa
per sfondare il vetro, la parete di noce
e vagabondare nella grazia.

© Emmeper

Pubblicato il 31/10/2006 alle 21.1 nella rubrica Le nostre poesie.

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