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Tipi moderni/ Scusa, non ho tempo



Il titolo di questo bellissimo quadro di Godward è "Dolce far niente".
Siamo in pochi, ormai, a ricordare il significato di queste parole. Se continuiamo così, lo sapranno sempre meno i nostri figli e arriveranno ad ignorarlo i nostri nipoti.
Stamattina ascoltavamo come al solito Radio24, prima di entrare al lavoro. Si parlava di "banche del tempo", associazioni nate più o meno spontaneamente in tutta Italia per lo scambio di ore e di saperi. Io faccio la spesa e in cambio tu vai in banca a pagare le bollette. Io aiuto tuo figlio a fare i compiti e tu in cambio fai compagnia a mio nonno. Io ti insegno a usare il computer e tu mi prepari una cenetta succulenta. Cose così.

A scanso di equivoci: le banche del tempo sono iniziative lodevoli, create soprattutto dalle donne per un'esigenza più che legittima. Riuscire a organizzarsi senza affogare tra lavoro, casa e figli.
Ma non abbiamo potuto fare a meno di sopprimere il pensiero che ci frullava per la testa: "Come ci siamo ridotti...".

Abbiamo perso, insieme al tempo, un'infinità di privilegi. Quelli che si nascondevano nelle interminabili partite a carte degli anziani nei bar dei paesi. Quelli dell'alternanza tra conversazioni e silenzi cui eravamo abituati quando si comunicava soltanto a voce, faccia a faccia, corpo verso corpo. Quando si poteva sentire l'odore di ognuno e si era capaci di leggere i gesti oltre le parole. Abbiamo lasciato andare il lusso dell'ozio - senza chiedere nulla in cambio - barattandolo con la grossa fregatura del cosiddetto "tempo libero". Che non è libero per niente. Di fronte allo spettro della noia abbiamo ceduto, riempiendo le giornate nostre e dei nostri bambini di appuntamenti vuoti, impegni ciechi, commissioni inutili. Prendendo il "dolce far niente" come una dichiarazione di incapacità, nullità, emarginazione sociale. Abbiamo capovolto il proverbio "il tempo è denaro", asservendo il primo al secondo, cambiandone i connotati, violentandone la natura.

Non abbiamo tempo perché lo abbiamo venduto. Ma, ne siamo certi, il tempo si vendicherà. Lui ha tutto il tempo che vuole.

Pubblicato il 7/9/2006 alle 14.21 nella rubrica Tipi moderni.

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