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Quante belle donne Madama Doré



Prodi aveva detto: almeno un terzo del nuovo Governo sarà donna. E noi poveri illlusi gli avevamo pure creduto, nonostante la penosa performance nel duello Tv con Berlusconi.
Adesso la magagna è svelata: le donne nell'Esecutivo sono sei su 25. Poco più di un quarto. E, udite udite, ben cinque - Emma Bonino, Barbara Pollastrini, Linda Lanzillotta, Giovanna Melandri e Rosy Bindi - sono ministri senza portafoglio. Per intenderci,  non hanno capacità di spesa: ergo non contano nulla.
Si salva Livia Turco, a cui, magnanimi, hanno lasciato il ministero della Sanità (un dicastero più volentieri regalato alle donne, anche in passato, secondo il pregiudizio che loro sì che sensibili, loro sì che si prendono cura degli altri, malati e non). La quota di donne al Governo, considerando soltanto i ministri con portafoglio,  scende vertiginosamente: è una su 17. Vergogna.

E allora forza Italia, continua così. Con i compromessi da quattro soldi che fanno avere il coraggio di nominare uno come Clemente Mastella - Clemente Mastella, Clemente Mastella, non riusciamo a crederci - al ministero della Giustizia. Con una maggioranza del Paese - quella femminile - che continua vegognosamente, lei sì, a non essere rappresentata. Né in Parlamento né al Governo.
Ci rendiamo conto?




Pubblicato il 17/5/2006 alle 12.50 nella rubrica Femminismi.

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